Analisi anomalie climatiche e tempi di ritorno a supporto dei piani di adattamento
Analisi anomalie climatiche e tempi di ritorno a supporto dei piani di adattamento
La progettualità correlata ai piani di adattamento di nuove opere o di opere esistenti richiede di identificare e definire nuovi indicatori di pericolo climatico, in affiancamento a quelli indicati dal PNACC, al fine di poter meglio caratterizzare gli estremi climatici e definirne i tempi di ritorno. Si tratta di lavorare sui data base alternativi a E-OBS utilizzati dalle Agenzie Regionali e Provinciali per la Protezione dell’Ambiente, come ad esempio ARCIS, che permettono di raggiungere una migliore risoluzione spaziale su mesh a passo regolare di 5 km. Gli indicatori possono essere riportati alle scale grafiche utilizzate negli alert della protezione civile.
La disponibilità di serie di dati meteorologici sito specifici, tratti da stazioni meteo locali, permette inoltre di effettuare analisi di secondo livello in grado di fornire informazioni utili per verificare la resilienza dell’infrastruttura agli hazard climatici. Tra queste l’analisi e interpretazione degli ietogrammi, i grafici che rappresentano l’andamento dell’intensità di pioggia in funzione del tempo durante un evento pluviometrico, che permette di analizzare le variazioni di intensità in diversi momenti di un evento piovoso e di caratterizzare le diverse “sollecitazioni” trasferite al territorio e agli assets.
La mappatura dei tempi di ritorno a partire dall’analisi delle serie storiche locali utilizzando la distribuzione di Gumbel e il metodo della massima verosimiglianza (MLE) permette una corretta progettazione e di definire le priorità degli interventi dei piani di adattamento.